La Vinificazione dei Vini Rosati


Nell'immaginario comune, per molto tempo il vino rosato è stato vittima di un grosso errore interpretativo: l'idea che si ottenesse semplicemente miscelando un po' di vino rosso con del vino bianco. Oltre a essere una pratica vietata dalla legge nella quasi totalità della produzione europea, questa visione nega la complessità degli affascinanti processi della cantina.


Un vino rosato si può ottenere sia dalla vinificazione in bianco di uve a frutto rosso, sia dalla loro fermentazione con le bucce, ma con una macerazione molto breve, 24-36 ore circa, durante le quali vengono effettuati alcuni rimontaggi. A questo punto si effettua la svinatura e si fa terminare la fermentazione a bassa temperatura, come per i vini bianchi. Fatta rarissima eccezione per pochissimi rosati strutturati da invecchiamento, anche in questo caso la fermentazione malolattica viene bloccata tassativamente

Quello che otterremo sarà un vino con note di piccoli frutti rossi (fragolina di bosco, lampone), accenni floreali di rosa e sfumature agrumate.

Dalla durata della macerazione, dipenderà l'intensità del colore che otterrà il nostro vino, ma soprattutto la sua qualità.  Se si ritarda la svinatura il colore vira verso un rosso scarico e il vino rischia di estrarre tannini che distruggerebbero la delicatezza del profilo gustativo. Se si svina troppo presto, si rischia di ottenere un prodotto anonimo e privo di identità. 

Esistono numerose variazioni sul tema, in base alle tradizioni locali e alla filosofia del produttore, per cui è difficile descrivere esattamente un processo produttivo. 



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