La Vinificazione in Rosso
Se tagliate a metà un acino di una rossa, vi accorgerete di un dettaglio particolare: la sua polpa non è rossa come ci aspetteremmo, ma chiara. Questo perchè il colore rubino che ritroviamo nel vino risiede non nel succo, ma nelle bucce e nei vinaccioli (ovveri i semi).
Nella polpa troviamo, oltre ad un 70-80% di acqua, gli zuccheri, la cui percentuale aumenta con la maturazione, acidi, che diminuiscono con il progredire della maturazione, più altre sostanze. Nel momento in cui il grappolo d'uva ha raggiunto il perfetto grado di maturazione, viene programmata la vendemmia e l'uva viene portata in cantina, dove inizia il processo di vinificazione.
Diraspatura e Pigiatura
La prima fase consiste nella piagiatura con diraspatura. Tramite delle macchine, gli acini vengono separati dai raspi e vengono rotti senza lacerare la buccia e senza frantumare i vinaccioli. La diraspatura fa in modo che i tannini cosiddetti "verdi", fortemente amari, presenti nei raspi (gli scheletri dei grappoli), non vengano portate nel vino.
Il liquido ottenuto dalla pigiatura si chiama "mosto". L'elemento principale in esso contenuto è lo zucchero, gli acidi organici (tartarico, malico, citrico) e soprattutto i lieviti.
Fermentazione e Macerazione
La seconda fase è la fermentazione: il mosto viene spostato in vasche solitamente di acciaio, dove avviene la fermentazoine alcolica, guidata dai lieviti (selezionati o indigeni) che convertono gli zuccheri in alcol e anidride carbonica. Questo è il momento in cui avviene anche la macerazione, ovvero il periodo di contatto con le bucce e i vinaccioli, che permette l'estrazione del colore e dei tannini.
Come anticipato, sono i lieviti dare vita a questo processo. Di base i lieviti sono presenti naturalmente nell'uva, precisamente nella pruina, il velo ceroso che si trova sulla superficie dell'acino. Sono pochi, però, i produttori che si affidano solamente ai lieviti "selvaggi", poichè questi non sono facilmente controllabili e potrebbero portare a fermentazioni lente o incomplete.
Vengono quindi aggiunti lieviti "selezionati" al mosto, in modo da far partire la fermentazione. Durante il processo, le vinacce (bucce e vinaccioli) salgono in superficie, spinti dall'anidride carbonica prodotta dalla fermentazione, creando uno strato compatto sulla superficie del liquido chiamato cappello.
Se il cappello rimanesse in alto, non solo smetterebbe di cedere colore al vino, ma si andrebbe incontro a processi di ossidazione e acetificazione. Per questo si devono applicare delle movimentazioni, che possono essere eseguite in diversi modi:
- Follatura: il cappello viene rotto e spinto verso il basso, così da reimmergerlo nel liquido.
- Rimontaggio: il mosto viene prelevato dal fondo della vasca tramite delle pompe e viene riversato a pioggia sopra il cappello.
- Per i rossi d'annata, da bere giovani, la macerazione è breve e le vinacce vengono rimosse prima del termine della fermentazione, così che solo i tannini più morbidi vengano estratti.
- Per la maggior parte dei rossi dura circa due settimane.
- Per i grandi vini da invecchiamento, ad esempio il Barolo, può arrivare addirittura a 40 giorni.

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